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Origini e finalità
L’Istituto Luigi Sturzo ha realizzato una Banca Dati dei profili
professionali per il settore culturale italiano come risultato di numerose ricerche
sui fabbisogni formativi condotte dall’Istituto Luigi Sturzo presso enti culturali
pubblici e privati distribuiti su tutto il territorio nazionale.
L’obiettivo è quello di fornire indicazioni sulle competenze
necessarie per accedere a specifici percorsi professionali e offrire consulenza
per la programmazione e progettazione di iniziative di formazione. La banca dati
si propone, quindi, come luogo d’incontro aperto, per consentire un dialogo continuo
tra gli operatori del settore sulle professionalità innovative nel mondo cultura.
Il modello di riferimento
I Profili inseriti all’interno della Banca Dati, seguendo il
modello delle Unità Formative Capitalizzabili (UFC) sviluppato dall’Isfol, si articolano
in competenze, ciascuna descritta da tre livelli di expertise. Ogni singola competenza
può caratterizzare un Profilo a un grado di expertise differente. Ad esempio, il
profilo professionale di Manager Culturale viene definito, tra le altre, dalla competenza
di “Fund Raising” a livello di expertise 3 (quello più avanzato) mentre il profilo
professionale di “Esperto in Contenuti Culturali in Rete” è specificato dalla competenza
di “Fund Raising” a livello di expertise 2.
Come lavoriamo
I profili professionali individuati sono il risultato di numerose
ricerche condotte dall’Istituto Luigi Sturzo per vari committenti (Ministeri, Università,
Enti Locali, Centri per l’Impiego). Essi sono stati descritti non in termini di
conoscenze teoriche ma, secondo l’approccio del “saper fare”, come un insieme coerente
di abilità operative.
Le indagini, realizzate da esperti, con una metodologia qualitativa
supportata da questionari semi-strutturati, hanno coinvolto operatori culturali
selezionati con criteri di rappresentatività professionale ed istituzionale (economisti
della cultura, archivisti, curatori di mostre, responsabili biblioteche, esperti
in nuove tecnologie applicate ai beni culturali etc). I risultati delle indagini
sono stati rielaborati dai responsabili scientifici di progetto per definire i contenuti
tecnici di ciascun profilo, tenendo in debita considerazione le variabili contestuali
di ciascun sotto-settore e dei diversi ambienti organizzativi. Il prodotto finale
di questa ricostruzione è la mappa di competenze che viene presentata nel database.
Per mantenere costantemente aggiornati i contenuti della Banca
Dati e ampliare il numero dei profili, l’Istituto Luigi Sturzo prosegue il percorso
di ricerca avviato lasciando aperto il confronto con esperti ed operatori sulle
nuove competenze necessarie nel settore culturale.
Chi può usare la Banca Dati?
- L’utente generico: studenti, laureandi, laureati in cerca di
indicazioni per il proseguimento degli studi; inoccupati e disoccupati in cerca
di offerte formative per l’inserimento o il reinserimento lavorativo; occupati in
cerca di strumenti per la certificazione delle proprie competenze e il ricollocamento
nel mercato del lavoro;
- L’utente professionale: operatori dei servizi di orientamento
e programmazione della formazione professionale, progettisti e formatori di iniziative
di formazione; operatori dell’orientamento professionale dei servizi per l’impiego
o di altri centri di orientamento (università, comuni, province, etc);
- L’utente istituzionale: ente pubblico interessato all’analisi
delle tendenze del mercato del lavoro, sia in termini di fabbisogni di competenze
espressi dalle aziende, sia in termini di offerta di professionalità da parte dei
laureati/inoccupati/disoccupati di uno specifico bacino di utenza, per verificare
gli eventuali gap nell’offerta di formazione professionale.
Come accedere
Per accedere alla Banca Dati è richiesta da parte dell’utente
la compilazione di un form con i propri dati anagrafici. Ottenuta la password, l’utente
è abilitato ad entrare nella banca dati che consente:
-
la visione dei profili professionali del settore culturale e di tutte le competenze
che li compongono;
-
l’autovalutazione e il bilancio delle proprie competenze;
-
la stampa di ogni profilo e del bilancio di ingresso e di uscita delle proprie competenze.
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